Dalla Riforma Fornero alla Quota 100

È stata oggetto della campagna elettorale dei Cinquestelle e, con l’approvazione della legge di Bilancio, nel 2019 sarà realtà. Stiamo parlando della quota 100, una riforma che dovrebbe innovare il sistema pensionistico italiano. O forse no?

Si è detto che permetterà l’uscita anticipata di circa 660 mila lavoratori. Ma quale sarà la platea degli effettivi beneficiari? Con la quota 100, chi avrà 38 anni di contributi potrà richiedere la pensione a 62 anni (rispetto ai 67 previsti per la vecchiaia o, in alternativa 43 anni e 3 mesi di contributi a prescindere dall’età.

Sarà vantaggiosa per chi ha maturato negli anni un bel pacchetto contributivo. Considerando però, il lavoratore medio sessantenne che difficilmente si trova ad avere sulle spalle quarant’ anni di contributi, per questo “incollocabile” quale futuro vantaggioso da pensionato?

C’è da chiarire un altro aspetto: la quota 100 è riservata solo a chi compirà (o avrà già compiuto) 62 anni di età nel 2019. Gli altri pensionandi che non possono ancora vantare i 38 anni di contributi andranno incontro a una quota 101, 102, eccetera fino a quando non raggiungeranno i 67 anni di età. Va precisato ancora che, trattandosi del sistema contributivo, a prescindere dalla quota 100 (o 101, 102 e così via), l’importo dell’assegno che si andrà a percepire sarà sempre proporzionato al calcolo dei contributi versati all’Inps negli anni. Sarà, inoltre, possibile accettare questa uscita anticipata in una delle quattro finestre temporali che il governo aprirà.